PERCHE' PROPORRE I CLASSICI AI BAMBINI

«Perché sono storie bellissime», mi verrebbe da dire. Anche se spesso fanno venire l'orticaria ai nostri figli. E a volte c'hanno pure ragione, provate a leggere oggi Cuore (con tutto il rispetto per De Amicis!). 
Anna Bonacina nel suo intervento per la rivista Il Pepe Verde (n. 60/2014) prova a spiegare come proporre ad un ragazzo un classico, cercando di non fargli storcere il naso. Innanzitutto è fondamentale smetterla di "...obbligare, di rendere pesante ciò che è nella sua natura leggero, come ogni evasione deve essere...". Non offrire "...i libri come se fossero mattoni" evitando di impantanarci in noiose discussioni sul fatto che "...se quel libro ancora oggi si legge...un motivo deve pure esserci...". Lei, da bibliotecaria esperta ed appassionata sa che i classici ai ragazzi appaiono vecchi ma sa anche che "...quei libri parlano proprio a loro...non hanno mai smesso di parlare. I loro personaggi non hanno mai smesso di vivere."

Anche noi genitori possiamo fare la nostra parte quando siamo certi del valore di quel libro, del potere di quella storia che ha resistito nel tempo, lasciando proprio che "...la storia faccia il suo incantesimo." 
Rispolveriamo dunque "Le avventure di Tom Sowyer" o "Pippi Calzelunghe" o "Anna dai capelli rossi" senza paura, con la consapevolezza che anche i nostri bambini ci si potranno tuffare e perdersi come abbiamo fatto noi!

Per un ripasso veloce ed economico, vi segnalo la raccolta "I magnifici 7 capolavori della letteratura per ragazzi" (Newton Compton) anche se vi avverto che la lettura di questo librone è assai scomoda!