UN POMERIGGIO IN QUEL DI SARMEDE

Chi non è mai stato a Sarmede non può capire lo stupore che questo paesino suscita. Ci si stupisce perché si tratta apparentemente di un posto anonimo, isolato a cui nessuno verrebbe in mente di visitare se non fosse così conosciuto nel mondo dell'illustrazione. 
Non si offendano gli abitanti in quanto questa sobrietà per me è il suo pregio più grande.

Arrivare a Sarmede in un sabato qualunque di gennaio, trovare un paesino assopito e tranquillo, intento alle sue faccende quotidiane, con quell'aria frizzantina da prima montagna e le caratteristiche facciate delle case finemente decorate anzi illustrate, che di qualunque hanno gran poco, è un'esperienza davvero gratificante. 
Dopo il piccolo parco giochi e il ponticello moderno che permette di attraversare un impaziente fiumiciattolo, ecco il municipio. Una struttura classica che ad entrarci ti fa capire di cosa stiamo parlando. 

I bambini ne rimangono estasiati. Un mondo intero è dentro quel posto e non un mondo qualsiasi ma un mondo fatto di fantasia e di storie. Non c'è spazio per i muri bianchi ma solo colori e affascinanti personaggi, con farfalle che scendono dal soffitto e porte mimetizzate da stupendi murales. 
Ecco, all'ultimo piano di quell'edificio, si trova il museo dell'illustrazione che ci siamo gustate a dovere, io, la mia amica e le nostre due bimbe.

Accanto c'è la casa della fantasia con la mostra vera propria. Una struttura costruita ad hoc con cubi di vetro che escono dalle pareti esterne e che ospitano curiosi salottini da tè. All'interno con soli tre euro (bimbi gratis) si visita la mostra fatta di disegni meravigliosi sotto i quali penzolano i libri che quei disegni hanno contribuito a creare. 

Per le bimbe individuarne qualcuno, riconoscerlo come proprio, gridare:
"Questo ce l'abbiamo anche noi!" ( o forse ero io che gridavo). 
Scoprire le illustrazioni originali, studiarsele, immaginare la persona che china sul foglio le ha create, non so come dire, è stato bello! Gratificante! E' piaciuto un sacco a tutte. 

E poi così senza nemmeno saperlo (anche se nel sito c'era il programma dettagliato) è arrivato un ragazzo con la faccia simpatica (riconosciuto successivamente in Carlo Corsini), ha chiamato i bambini, li ha portati in nella sala lettura preparata a dovere per accogliere loro e le storie che questo bravo narratore ha voluto raccontare.

Le nostre bambine, oramai galvanizzate, si sono fatte trascinare senza fatica al laboratorio previsto per quel giorno (come al solito non ne sapevamo nulla!). Correndo euforiche nella sala laboratori, sulle note immaginarie di una ninna nanna messicana, hanno condiviso la loro fantasia sul "profumo della mamma" (che paura!) realizzando una vera bambola profumata. 
Non vi dico le facce arrossate e felici di quando sono uscite con la loro creazione in mano. Fortunatamente il profumo era per tutte noi mamme fatto da sapone grattugiato e sapientemente riposto in un sacchetto di stoffa ai piedi della bambola.

Un'ultima capatina l'abbiamo dovuta fare al piccolo negozio di colori che quasi ci chiamava tanto era invitante e che ci ha fatto sognare, a me e alla mia amica, per tutto il viaggio di ritorno sulla possibilità di aprire anche noi una meraviglia simile e vivere così in  mezzo a mille tonalità diverse.

Tornate alla realtà abbiamo capito perché Sarmede sia stato battezzato "Il Paese delle Fiabe". Ci torneremo l'anno prossimo, di sicuro. Magari un po' più preparate ma sempre pronte a farci stupire da questo anonimo e meraviglioso paese.