UNA GIORNATA CON BEATRICE MASINI

Sabato scorso ho avuto l'onore, il piacere, la fortuna di incontrare e conoscere una grande della letteratura italiana per ragazzi. Grande perchè ha scritto un'infinità di libri e grande perchè è una persona disponibile e simpatica. Giusto per capirci Beatrice Masini è quella che ha tradotto Harry Potter, dal terzo libro in poi (ci tiene a precisare!). E' quella che sceglie cosa pubblicare alla Rizzoli. E' quella che scrive libri meravigliosi come "Se è una bambina". Insomma è quella lì!
Tra le tante cose, le abbiamo chiesto:

1. Come nasce un libro come "Bimbo d'ombra?"
Bhè, a dire la verità, è nato da una semplice assonanza di parole. Bimbo e Ombra hanno quasi le stesse lettere. Mi piaceva come titolo e da lì è nata la storia. Ho cominciato ha chiedermi "chi è un bimbo d'ombra?". Tutto poi si è sviluppato da sè.
2. Quanto un autore è influenzato dalla responsabilità nei confronti dei giovani lettori e delle tematiche trattate?
In realtà un autore scrive quello che si sente, la responsabiltà della pubblicazione ricade sulla casa editrice che decide di pubblicarlo.
3. Quali sono i generi che vanno di più in Italia?
Il fantasy sicuramente. Ehmm...poco altro!
4. Come scrittrice, quanto è coinvolta nelle storie che racconta?
Veramente gran poco! Si dice che uno scrittore abbia sembre un pezzetto di ghiaccio nel cuore. Quando non scrivo penso molto alla storia, a come potrebbe evolvere, ai personaggi, ecc. ma non mi sento coinvolta a tal punto, per esempio, di commuovermi per una parte triste. Mi dispiace di deludervi!

Poi, emozionata come una scolaretta, agitata come una fan al concerto dei Tokio Hotel, ho portato Beatrice (si, la chiamo per nome, io che ormai sono una sua grande amica!!!) all'incontro alla libreria Pel di Carota. Nel passeggiare per la città ho conosciuto anche la Masini-donna: abbiamo parlato di figli, di futuro, di scuola, di cani psicopatici (il mio!) e di bassotti dolci e carini (il suo).
L'incontro in libreria è andato bene. Anche i bimbi le hanno fatto qualche domanda, sicuramente meno imbarazzati di noi adulti! Tipo:
1. Ma per scrivere un bel libro bisogna vivere delle avventure eccezionali?
Io veramente vivo una vita normale. Ho due figli, la mattina li porto a scuola, poi vado in ufficio, cucino, ecc. E non faccio neanche viaggi avventurosi pechè in vacanza vado nella nostra casa sul Lago di Garda e sto lì, ferma. Sai, sono un pò pigra!
2. E allora, come fai a scrivere delle belle storie?
Fondamentalmente guardo ciò che mi stà intorno. Non serve assistere a eventi eccezionali per scrivere una storia. A volte anche le cose più normali, se sai usare le parole, diventano dei racconti interessanti!

Un grazie speciale a Beatrice Masini, che mi ha messo il buon umore per l'intero week-and!